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O MARIA DI POSITANO

(Canto)
O Maria di Positano,
consolatrice dei figli tuoi.

Rit. Guardando in cielo e fissando una stella,
Maria di Positano, quanto sei bella!

O Maria, celeste incanto,
deh! Tu ci copri sotto il tuo manto.

O Maria, sul tuo bel cuore
vogliam cantare il nostro amore.

O Maria, di nostra vita
sei Tu la fiamma che al ciel ci guida.
 

SALVE VETUSTA VERGINE
(Canto scritto da Mons. Giuseppe Giustiniano, arcivescovo di Sorrento)

Salve, vetusta Vergine
dall´Oriente uscita
cercando in altri popoli
dimora più gradita.
Qui con voce amorosa
dicesti: Posa! Posa!
Alzando la tua mano
scegliesti Positano.

Venisti a noi propizia
qual mattutina stella
a dissipar le tenebre
dell´orrida procella.
Deh, quando fremon l´onde
sopra le nostre sponde
alzando la tua mano
difendi Positano.

Se ti degnasti scegliere
per tue le nostre terre
difendile da turbini,
difendile da guerre.
Se fremon le tempeste
sopra le nostre teste,
alzando la tua mano
difendi Positano.
 
Giglio del ciel purissimo
in mezzo a noi piantato,
tu che vincesti intrepida
l´inferno ed il peccato,
se insidia il tentatore
la fe´ del nostro cuore,
alzando la tua mano
difendi Positano.

Noi qui t´ergemmo un tempio
fra il mare e la collina,
noi t´invochiamo unanimi
la sera e la mattina,
e tu di nostra sorte
arbitra in vita e in morte,
alzando la tua mano
difendi Positano.
 
 
INNO
(Cantato durante la novena dell´Assunta,
 scritto da Federico M. Bozzaotra, CSSR)

Vieni, e a tutela e madre
resta di Positano;
ascolta il priego assiduo
ch´esce dal petto umano;
come il sospir del naufrago
quel priego arrivi a te
che dolce ed amorosa
dicesti: Posa! Posa!
 
Vieni, o Maria, e guidaci
in seno al tuo Signore;
sii fiaccola che vivida
rischiari il nostro cuore;
sii duce formidabile,
scudo nell´avvenir,
o tu che, amorosa,
dicesti: Posa! Posa!

Vieni, ricrea e rianima
l´uomo ai suoi gaudi estinto,
e la virtù ridesta;
svincola chi fu vinto
dall´angue dell´abisso,
dal vizio e dall´error,
perció, qui, amorosa,
dicesti: Posa! Posa!

Tutto tu puoi, bel simbolo
di verginal desio,
riannoda in dolce vincolo
l´uomo con l´uomo e a Dio;
volgi i lamenti in giubilo;
scortane tutti al ciel,
dove, o Gloriosa,
il trono tuo si posa!


ALLA MADONNA DI POSITANO
(di Virginia Attanasio-Stefanelli)

Passava la rapida nave
nel cuor della notte sull´onde,
e Te da l´elleniche sponde
portava, o Regina soave.

La scura pupilla serena
volgesti sul piano de l´acque:
quest´umile borgo ti piacque,
dormente su l´arida arena.

Un trono di verdi mortelle
nell´ombra la rupe compose,
e questo bel ciel su Te pose
la prima corona di stelle.

La tenera man protettrice
stendesti sui monti e le case
e tesa in eterno rimase
nel gesto che ancor benedice.

O dolce venuta d´Oriente,
da dove ritorna l´aurora,
la pace che i cuori ristora
portasti nel manto lucente.

Tra i monti, che amasti, rimani,
rimani tra i figli devoti,
risplendi sui lidi remoti
nei sogni dei figli lontani!







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